La psicologia nello sport


A volte succede, prima o durante una gara, magari proprio in una fase decisiva, l’atleta si sente sopraffatto da sensazioni spiacevoli, disturbanti: troppa ansia, troppa tensione, paura di non farcela , un vero e proprio blocco!
I pensieri alla base di tali reazioni possono essere più o meno consapevoli e realistici.
“L’altro è più forte di me, ….oggi non mi sento in forma
; …..il coach penserà che non valgo nulla…..”

In queste situazioni la psicologia dello sport può essere d’aiuto, senza aspettarsi veloci soluzioni miracolose, ma con percorsi strutturati, interventi personalizzati e graduali, una sorta di allenamento mentale, che come ogni allenamento richiede il suo tempo.
Gli strumenti del mestiere sono in primis i colloqui individuali, volti a far emergere il vissuto dell’atleta sia rispetto allo sport che ad altri aspetti della vita che potrebbero ripercuotersi sulla prestazione.
Inoltre lo psicologo può avvalersi di diversi metodi o tecniche che fanno parte della sua personale formazione ed esperienza lavorativa.
Un esempio: esercizi di respirazione profonda abbinati a visualizzazioni aiutano a sentire maggior sicurezza in sé stessi e a liberarsi dell’ansia in eccesso.
I temi delle visualizzazioni sono scelti in base al materiale emerso dai colloqui individuali con l’atleta.
Altre volte lo psicologo si avvale di osservazioni sul campo, ovvero durante l’allenamento e lo scambio con l’allenatore o tra compagni, al fine di conoscere meglio la persona oggetto dell’intervento e il suo ambiente ed eventualmente suggerire modifiche negli scambi verbale tra allenatori, atleti, familiari…Dr.ssa Fortunata Pizzoferro
By | 2013-07-10T09:45:37+00:00 settembre 27th, 2012|Articolo del mese|0 Comments

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